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APPROCCIO OLISTICO

TECNICHE OLISTICHE

TECNICHE OLISTICHE - Angels in blues-Canto Moderno
ANGELSINBLUES si occupa della voce con un approccio olistico, ciò significa che considera la voce come un indicatore dello stato psico - fisico della persona.
Per questo motivo, qualora fosse utile e l'utente desideroso di affrontare un discorso più generale su se stesso, la propria corporeità e le proprie emozioni, Angelsinblues offre il supporto del Massaggio Californiano e della Riflessologia Plantare, oltre che sessioni personalizzate di Shiatsu (queste con collaboratore esterno), con un rapporto dualistico personale e senza l'interferenza di terze persone. 
Francesca ha approfondito lo studio dell'Approccio Olistico alla persona poiché, essendo Infermiera Professionale oltre che Vocalist, riconosce l'altissima influenza della salute:  intesa come equilibrio psico-fisico sull'emissione vocale ed ha sperimentato su se stessa gli effetti positivi della ricerca di equilibrio interiore sulla propria espressività e timbro vocale.

SIAMO LA NOSTRA VOCE

SIAMO LA NOSTRA VOCE - Angels in blues-Canto Moderno

Il percorso è rivolto a tutti coloro che intendono acquisire la consapevolezza delle proprie risorse corporee e vocali.

La voce è senza dubbio un indicatore degli stati emotivi dell’individuo.

Alcune ricerche hanno evidenziato come le emozioni che comportano un

alto livello di attivazione psicofisiologica, ad esempio aggressività, rabbia, ma

anche euforia, nel parlato sono caratterizzate da una voce con alta frequenza ed

estensione e velocità elevata; al contrario, le emozioni a bassa attività

psicofisiologica (noia, depressione, ecc.) hanno una bassa frequenza fondamentale,

estensione limitata e ridotta velocità nell’eloquio.

Quando il corpo è libero da tensioni e mettiamo in atto la respirazione diaframmatica creiamo già le basi per l’impostazione della voce. Lo strumento è pronto. Bisogna sempre tenere presente che la voce non è un’entità isolata, essa fa parte del corpo ed è estremamente collegata ad esso. Mi piace pensare la voce come soggetto intermediario, come veicolo di comunicazione tra il corpo e l’esterno. La voce infatti ha origine all’interno del corpo, viene prodotta nella laringe, ma si proietta all’esterno. Se nel corpo c’è tensione, chiusura, rigidità, tutto ciò si ripercuoterà anche sulla voce…

La voce riflette con molta trasparenza i nostri sentimenti e stati d’animo. Pensiamo a come cambia il nostro tono di voce quando siamo tristi, arrabbiati o quando invece siamo pieni di gioia ed energia. La voce è per eccellenza lo strumento dell’espressione umana. Se siamo emozionati, preoccupati o ansiosi la voce ci tradisce, incrinandosi, spezzandosi e il ritmo del respiro si fa più veloce. Come ho già detto prima, non bisogna mai considerare la voce come fenomeno a sé stante, ma come parte di un complesso meccanismo che interessa la mente e il corpo. Per imparare a controllare l’ansia quando si deve parlare in pubblico la cosa più importante da fare è riappropriarsi della respirazione, concentrarsi sul proprio respiro, liberando la mente da inutili pensieri negativi. La mente deve essere occupata dall’ascolto del nostro ritmo di respiro, che piano piano si farà più lento e calmo. Questo ci aiuterà a liberare le tensioni e ad avere la voce più sicura.” (Floriana Pezzolo)

Ritrovare la propria “essenza primitiva” utilizzando e sperimentando con il corpo e la voce significa quindi gettare uno sguardo dentro di sé, riappropriandosi di quel mondo ludico-esplorativo che caratterizza la nostra infanzia ma che col tempo viene purtroppo perduto per cedere il posto a quelle barriere di natura psicologica e sociale (paura di apparire sciocchi o ridicoli, insicurezza, timidezza, ecc.) che ci ingabbiano impedendo di esprimerci liberamente e bloccando il naturale fluire del nostro fare e quindi del nostro essere.
Attraverso esercizi e tecniche specifiche l’allievo seguirà un percorso che prende in esame i “tre elementi” (corpo-voce-emozioni) per poterne comprendere le caratteristiche ma soprattutto per capire quanto essi siano direttamente collegati fra di loro in un continuo e stretto rapporto reciproco, arrivando cioè ad influenzarsi a vicenda e perciò farci subire una vera e propria trasformazione interiore ed esteriore e che, contrariamente a quanto assunto nella nostra tradizione occidentale, fanno parte di un’unica unità inscindibile, quella appunto dell’essere umano nella sua interezza
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RIFLESSOLOGIA PLANTARE

RIFLESSOLOGIA PLANTARE - Angels in blues-Canto Moderno

I piedi (microcosmo) sono parte dell’uomo (macrocosmo) e riflettono la persona con tutte le sue caratteristiche: energetiche, fisiologiche, anatomiche, emozionali, mentali, psicologiche e perfino spirituali.
Se si curano i piedi, di “riflesso” si cura la persona.
La riflessologia plantare si basa sulle corrispondenze  che gli organi hanno sulla superficie del piede. Tali corrispondenze vengono utilizzate per rilevare le alterazioni energetiche e per riportare armonia.

Tutte le discipline che usano punti di pressione, dall’agopuntura allo shiatsu, dalla digitopressione all’auricologia, partono dal principio che dalle zone o punti di riflesso agli organi ci siano dei percorsi attraverso cui passa l’energia essenziale all’organismo per mantenere equilibrio e vitalità.

Letteralmente “riflessologia” significa “studio, scienza del riflesso”.

La riflessologia – riflessoterapia ha origini antiche. Molto accreditata è l’ipotesi che sia nata in Cina circa cinquemila anni fa.
La filosofia cinese è basata sulla premessa che tutto accade all’interno dell’Universo (macrocosmo).
La Terra e la Natura sulla Terra sono collegate e reciprocamente dipendenti tra loro e dall’Universo.
Nella visione orientale del mondo, l’essere umano è un microcosmo della natura, un universo più piccolo, ma è costituito della stessa sostanza  e ne rispecchia tutte le leggi. Poiché tutto è collegato, la salute definisce il complessivo essere dentro l’ordine universale e naturale: quel che è buono per la natura lo è anche per l’umanità, quel che è buono per la mente lo è per il corpo, quel che è buono per uno lo è per tutti, ecc.; naturalmente vale anche il viceversa.
Ogni cosa quindi “riflette” in piccolo ciò in cui è contenuto. 

Tutte le discipline che usano punti di pressione, dall’agopuntura allo shiatsu, dalla digitopressione all’auricologia, partono dal principio che dalle zone o punti di riflesso agli organi ci siano dei percorsi attraverso cui passa l’energia essenziale all’organismo per mantenere equilibrio e vitalità.

MASSAGGIO CALIFORNIANO

E’ il massaggio psico-corporeo per eccellenza. Nasce originariamente dall’esperienza dei centri terapeutici californiani per aiutare persone che avevano subito grossi traumi, come i reduci della guerra in Vietnam, o che erano andate incontro a cure difficili e prolungate.
Il Massaggio Californiano è caratterizzato da movimenti lunghi, dolci, armoniosi e avvolgenti che favoriscono l’integrazione e l’espansione corporea così come il risveglio della sensibilità e la ricerca di un nuovo equilibrio. I dondolii e i leggeri stiramenti invitano all’abbandono e permettono di ritrovare la ricchezza sensoriale che fa parte di ognuno di noi. Il massaggiatore “danza” letteralmente, unificando tutti i suoi movimenti ed entrando in sintonia con il ricevente.
Per sviluppare la recettività nel massaggio Californiano è fondamentale la respirazione, è per questo che il ricevente è invitato a prendere coscienza del proprio respiro. Questo massaggio è l’ideale per persone molto stressate, che soffrono di insonnia e stanchezza o ancora per chi sta effettuando un percorso di crescita personale.
Interessanti possono essere collaborazioni con psicologi per sostenere il loro lavoro terapeutico e limitare il ricorso all’utilizzo di farmaci grazie al massaggio.